Arti figurative a Biella e a Vercelli: l'Ottocento

Arti figurative a Biella e a Vercelli: l'Ottocento

Vittorio Natale (a cura di)

In questo volume sull'arte ottocentesca si andranno riscoprendo le connotazioni artistico-culturali, più prossime all'uomo moderno. È infatti da questo secolo che nascono e si sviluppano tutte le nuove tendenze in campo artistico.
L’Ottocento è, rispetto a epoche più remote, un secolo a noi più familiare, la cui mentalità ci appare spesso immediatamente comprensibile. Forse anche per questo il panorama degli studi su questo secolo, tende ad allontanarsi dal percorso principale degli ambienti accademici e scientifici per avventurarsi lungo i sentieri tracciati, in direzioni spesso inesplorate.
Se guardiamo il caso biellese, l'800 è il secolo di Delleani. Questo luogo comune condiziona un po’ tutti. Eppure alcuni indizi suggeriscono che quello del grande artista di Pollone non è un caso isolato, ma che tutto il contesto dell'epoca è estremamente ricco e articolato, ancora in parte da scoprire e valorizzare: le prime indagini su Federico Rosazza e Maffei, la tesi di laurea sul collezionismo di Enrico Guagno, le esplorazioni sul patrimonio scultoreo del territorio, gli studi sulla fotografia lasciavano immaginare una situazione quanto mai attraente e vivace.
Lo scopo che il libro si prefigge, per il Biellese, è proprio questo: indagare ciò che ha preceduto, favorito, accompagnato le vicende di Delleani.
Per quanto riguarda Vercelli invece, una più consistente realtà museale e l’esistenza dell’Istituto di Belle Arti hanno garantito una situazione maggiormente assestata.
Il volume ha cercato quindi di evidenziare il notevole livello degli artisti e del collezionismo locali, con l’ausilio di non poche immagini inedite o poco note.
Vittorio Natale, curatore dell'opera, commenta: "Fra i risultati più apprezzabili della ricerca mi permetto di segnalare la nuova consistenza che assumono personaggi come i vercellesi Francesco Gagna ed Eusebio Malnate; la pubblicazione di inediti anche di Pietro Narducci, di Rodolfo Morgari e di Giacomo Ginotti; la conoscenza del materiale preparatorio di studio per opere importanti di Pietro Ayres e Giuseppe Bozzalla; la riscoperta di un capolavoro a un tempo dell’ebanisteria, dell’architettura e della pittura come il modello di Canina per la chiesa nuova di Oropa; l’emergere del ruolo di primo piano assunto per le committenze artistiche anche locali da Filiberto di Collobiano, segretario di Carlo Felice e poi della vedova Maria Cristina, promotore della costruzione neogotica del castello di Montecavallo a Vigliano".

Arti figurative a Biella e a Vercelli: l'Ottocento

ISBN 88-89280-32-8
Formato: cm 24x32 - 192 pagine - illustrazioni a colori
Prezzo: € 45.00

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